
L'Aeroponica è una delle più recenti e promettenti frontiere della ricerca nel settore delle colture orticole e floricole in ambiente protetto.
Si tratta di una tecnica di coltivazione molto avanzata per produrre vegetali senza il suolo.
Applicata razionalmente consente di ottenere: - incrementi quantitativi e qualitativi della produzione - sensibili riduzioni nell'impiego di manodopera e fertilizzanti - drastica riduzione dei consumi di acqua
Generalmente chi viene a contatto con questa tecnica per la prima volta, rimane stupito nel vedere le radici delle piante non immerse in alcun tipo di substrato naturale o artificiale.
In Aeroponica le funzioni di sostegno e approvvigionamento di acqua ed elementi nutritivi, normalmente svolte dal terreno, sono assolte da "elementi porta-pianta" di materiale plastico e da soluzioni nutritive di sali minerali.
Si possono pertanto variare a piacimento le posizioni del piano di coltivazione; si può prescindere dalla fertilità del terreno ed evitare le operazioni ad essa collegate; si possono impostare tutti i parametri del mezzo nutritivo per ottenere i migliori risultati colturali.
Per poter comprendere al meglio i benefici del sistema aeroponico Green Line System, si rende necessario analizzare i limiti dei sistemi di coltivazione analoghi: l'idroponia.
In idroponica, le funzioni di sostegno e di approvvigionamento idrico che generalmente sono svolte dal terreno, vengono sostituite con un substrato artificiale e una soluzione nutritiva a perdere. Significa che, nella maggior parte dei casi, si tratta di sistemi a ciclo aperto.
La pratica dell'utilizzo di soluzioni nutritive a perdere provoca due tipi di danno ambientale: il rilascio nel terreno di percolato che contiene livelli piuttosto elevati di elementi chimici inquinanti e un consistente spreco d'acqua. Ogni ciclo produttivo, ad esempio di pomodoro, scarica nell'ambiente dai 300 ai 500 l/mq di soluzione nutritiva che corrispondono a 7-10 t/ha/anno di fertilizzanti. Ciò comporta accumuli pericolosi di elementi chimici il cui dilavamento intacca le falde acquifere. Per quanto riguarda l'acqua, il problema dello spreco delle risorse idriche si sta rivelando un'emergenza planetaria, a cui neppure i paesi ricchi di questo bene prezioso si possono dire immuni.
In idroponia si rende inoltre necessario un uso consistente di trattamenti chimici: gli ambienti umidi in cui si lavora sono spesso sorgente di varie patologie come il marciume radicale, la formazione di alghe e muffe, etc.
Altro problema di natura ambientale riguarda lo smaltimento dei materiali di sostegno delle piante, ad esempio la lana di roccia.
Infine, i sistemi idroponici presentano un complesso livello di "competizione" tra i substrati di sostegno e i sali minerali, tale da determinare lo squilibrio dell'apporto nutritivo e la difficile gestione delle fasi vegetative.
|